Cosa pensano i tifosi del Napoli sulla nuova maglia?

Ogni anno di questi tempi, oltre alle tante notizie di mercato, vengono svelati i dettagli della prossima stagione calcistica. Uno dei momenti più importanti per gli appassionati di calcio è la definizione della divisa ufficiale della propria squadra del cuore.

Il Napoli, legato al marchio Kappa fino al 2020, ha reso nota la prima maglia ufficiale attraverso i suoi canali social.

Maglia Napoli 2019-2020 by Kappa

Al video postato sui social non sono mancate le reazioni dei tifosi. Vediamo come è andata su Facebook e Instagram:

Reazioni dei tifosi alla nuova maglia del Napoli

Su Instagram sono più marcati i consensi e soprattutto il passaparola, risultato essere più di 400 (su ~2500 commenti) le mention ad altri utenti.
Tanti commenti anche in chiave mercato con i riferimenti a Manolas e James Rodriguez.

Tra nuova maglia, lavori allo stadio San Paolo e indiscrezioni di mercato a Napoli sembra essere tornato l’entusiasmo

Grazie per la lettura, a presto.

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Capitana, capitano e le reazioni su Twitter

Quella appena trascorsa è stata la settimana di Carola Rakete, giovane capitano della Sea Watch 3, che ha forzato l’ingresso della nave nel porto di Lampedusa.

Lo sbarco non autorizzato dal governo italiano della nave con 40 richiedenti asilo ha portato l’arresto immediato della comandante tedesca. Al momento agli arresti domiciliari.

 (EPA/SELENE MAGNOLIA/SEA-WATCH HANDOUT)

La notizia oltre a fare il giro del mondo ha alimentato numerose discussioni e spunti anche sui social network. Banale ed immediato l’accostamento tra la capitana (di fatto) e il capitano Matteo Salvini.

L’ingresso nelle acque italiane e lo sbarco dei richiedenti asilo da molti è stato visto come un vero e proprio schiaffo della giovane tedesca al Ministro degli Interni, tanto che quest’ultimo è arrivato a definirla sbruffoncella.

Lo scontro a distanza ha alimentato non poco le conversazioni su Twitter. Questo è uno spaccato dei tweet più rilevanti nei giorni precedenti allo sbarco e all’arresto di Carola:

I consensi alla comandante tedesca risultano essere di gran lunga maggiori rispetto a quelli per il capitano. Non sono mancati i tweet dei sostenitori del Ministro degli Interni stupiti e delusi da tanta “liberta”.

Se è vero che Twitter non è il terreno da caccia preferito da Matteo Salvini è altrettanto vero che i cinguettii di Twitter hanno espresso, in maniera marcata, la loro preferenza.

Sono curioso di monitorare la situazione e scoprirne l’evoluzione, nel frattempo ti ringrazio per la lettura.
Alla prossima.

Sarri alla Juventus: le conversazioni su Twitter

Il passaggio di Maurizio Sarri alla Juventus ha scatenato tantissime reazioni social tra i tifosi della Juve, del Napoli e non solo.

Le conversazioni registrate su Twitter dal 1° Maggio al 17° Giugno testimoniamo quanto, la notizia, sia stata una vera e propria bomba mediatica. Incredibile l’evoluzione registrata dal 18 Maggio in poi quando fino a quel momento l’accostamento Sarri-Juventus non era minimamente contemplato.

Termini utilizziati associati a Sarri

Probabilmente la maggior parte dei tifosi juventini si augurava l’arrivo di Pep Guardiola sulla panchina bianconera, speranza che si evince anche dalla scalata di Guardiola dalla fine di maggio in poi. Così come confermano anche il numero di ricerche effettuate su Google correlate a Sarri:

Queste invece sono le parole positive e negative con maggior frequenza registrate il giorno dell’annuncio ufficiale (16 giugno) ed il giorno dopo.

sarri alla juve parole più utilizzate
sarri alla juve parole più utilizzate

Curioso notare che le parole con maggiore frequenza sono benvenuto e tradimento e che, proprio quest’ultima, rappresenta un sentimento molto sentito a Napoli come si evince dalla forte presenza del termine napoletano lota, estremamente poco oxfordiano ma molto rappresentativo.

A prescindere dalla fede calcistica, anche in questo caso, abbiamo potuto constatare quanto le conversazioni social sono uno strumento potentissimo per misurare gli umori e le opinioni della gente.

Grazie per la lettura, alla prossima.

Elezioni Europee, la sfida è Social: chi ha perso e chi ha vinto

Possiamo affermarlo senza troppi dubbi: con buona pace di chi avrebbe voluto l’Europa al centro del dibattito, questa non è stata una campagna elettorale all’insegna dei programmi. Pochi contenuti, quasi nessun accenno al futuro del vecchio continente, impalpabile ogni tentativo di valicare i confini italiani.

È stata, quello sì, una propaganda alimentata dallo scontro imperituro. Anche e soprattutto sui Social Network dove si è consumata una porzione significativa di campagna elettorale.

Per questo motivo abbiamo deciso di analizzare come è andata: chi ha vinto, chi ha perso, chi ha saputo sfruttare e chi no l’innegabile potenza di Facebook, Instagram e Twitter nella narrazione del proprio racconto. Per farlo, siamo entrati per un mese dentro i profili e le pagine dei leader e dei principali partiti italiani per poterne assorbire ogni aspetto e analizzarne numeri, comportamenti e strategie. Il risultato si è rivelato da un lato una grossa sorpresa, dall’altro una inevitabile conferma.

La battaglia dei numeri su Facebook

Iniziamo da Facebook, probabilmente il più importante terreno di gioco di questa partita elettorale. Il Social Network più popolare al mondo in Italia conta 31 milioni di utenti attivi e rappresenta il medium dove i leader politici si trovano e tu per tu con i loro seguaci, senza intermediazione e contraddittorio. Se è vero che il numero di fan non costituisce (più) un fattore dirimente, il dato di interazioni medie prodotte dai singoli profili può aiutarci a comprendere realmente intorno a chi ha orbitato maggiormente l’attenzione e dunque la discussione online.

Abbiamo analizzato il trend dell’Engagement per Post nell’ultimo mese, ovvero le interazioni medie (somma di like, commenti e condivisioni rapportato al numero di post) e quindi l’interesse che sono stati capaci di generare giorno per giorno gli account dei leader e dei partiti nei confronti degli utenti.

Dal grafico si capisce bene chi è riuscito a tenere il pallino del gioco lungo il corso di questi ultimi 30 giorni. Seppur con un trend in lieve calo, Matteo Salvini si è dimostrato il personaggio più in vista collezionando tra le 10mila e le 30mila interazioni per post pubblicato. A tenergli testa il suo alleato di governo, Luigi Di Maio, che ha battagliato con il Ministro dell’Interno per tutta la durata di questa campagna elettorale. Interessante è osservare come tra il 19 e il 21 Aprile però il vicepremier pentastellato abbia ottenuto dei risultati clamorosi ed è ancora più curioso notare i contenuti di quei post: il 19 aprile Di Maio accusava la Lega di paventare la fine dell’esecutivo gialloverde, mentre il 21 aprile augurava Buona Pasqua ai suoi follower dai fondali della Sardegna.

Le sorprese che però ci restituisce questo grafico sono due: la prima è sicuramente l’inaspettata e costante capacità di Giorgia Meloni di intercettare il pubblico di Facebook, segno che il pensiero di destra – se si sommano ai suoi anche i numeri della Lega – attecchisca e sia in inequivocabile ascesa; la seconda è rappresentata dai numeri fatti segnare da Carlo Calenda che, almeno sui social, si è confermato più coinvolgente del suo segretario di partito Nicola Zingaretti. Addirittura l’ex Ministro dello Sviluppo Economico ha sfiorato i numeri di Di Maio e Salvini proprio nel rush finale, sfidando in un post proprio il vice-premier leghista e confermando un trend di interazioni in evidente crescita.

Non sempre questi numeri, però, sono frutto di contenuti organici. Talvolta, infatti, sono spinti da budget di advertising messi sul tavolo dai partiti di riferimento o dai politici stessi per raggiungere un numero più alto di utenti. Nel grafico qui sotto offriamo un sintetico riepilogo dello speso in sponsorizzate nella settimana che va dal 14 al 20 Maggio dal quale emerge che il politico a spendere di più su Facebook è stato Matteo Salvini con € 33.698 mentre Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio non hanno attivato Adv. Va specificato, però, che tranne nel caso di Silvio Berlusconi, gli importi sono stati finanziati dai partiti afferenti.  

Merita un accenno anche l’analisi degli account ufficiali dei partiti. Dal grafico si percepisce immediatamente il dominio quasi incontrastato del Movimento 5 Stelle. I numeri appaiono sicuramente inferiori a quelli fatti segnare dai leader politici, ma ci rivelano un dato interessante: non solo tra i partiti alleati di governo non c’è competizione, ma a generare risultati sorprendenti è ancora una volta la formazione di Giorgia Meloni, Fratelli D’Italia. Il Partito Democratico ha raccolto in media più interazioni rispetto al suo partner Siamo Europei di Carlo Calenda mentre la pagina della Lega non risulta in questo caso forza catalizzatrice a differenza del suo leader.

Come i politici, anche i partiti hanno lanciato campagne di advertising nel periodo di campagna elettorale. Top spender il Partito Democratico, mentre la pagina della Lega ha deciso di puntare tutto sulla sua forza organica.

Due indicatori da non sottovalutare in un’analisi social come questa sono certamente l’Engagement Rate e la Follower Growth. Il primo sta ad indicare il tasso di interazione generato dai contenuti prodotti, calcolato rapportando engagement a numero di follower; il secondo invece rappresenta la crescita della fanbase nel periodo considerato.

Come evidenzia la grafica, Carlo Calenda – tra i leader più attivi di questa campagna elettorale – ha ottenuto il miglior risultato in termini di Engagement Rate con un considerevole 4.7%, indice che i suoi contenuti sono stati efficaci all’interno della sua nicchia di sostenitori. Il peggior risultato lo fa segnare invece Silvio Berlusconi: lo 0.36% è un chiaro segnale che l’ex Presidente del Consiglio ha perso aderenza nei confronti dei suoi fan nonostante il tentativo di essere ancora presente in un quadro politico che non lo vede protagonista della sua parte politica.

Spostando l’attenzione alla Follower Growth, invece, è Matteo Salvini il politico che ha ottenuto il dato migliore, complice la sua incessante attività: 656 post prodotti in un solo mese, oltre 20 al giorno per un totale di 44.992 nuovi fan. Lo seguono Carlo Calenda e Giorgia Meloni con una crescita rispettivamente di 14.820 e 10.086. Maglia nera per Matteo Renzi, altro ex Presidente del Consiglio che non se la passa benissimo su Facebook: la sua fanbase è infatti diminuita di quasi 1000 like.

La mappa dei Tweet: dove abitano i supporter di Lega e 5 Stelle

La Lega ha presidiato in maniera capillare tutti i social, Twitter compreso. Il profilo di Matteo Salvini e quello del partito di riferimento sono stati gli account dai quali sono partiti più tweet in assoluto. Luigi Di Maio, invece, ha deciso di non curarsi dei suoi 500mila follower abbandonando quasi del tutto Twitter e producendo solo 15 “cinguettii” nell’arco di un mese. Sembrerebbe una precisa scelta di campo, probabile motivazione dietro la quale si nasconde un primo dato eloquente: con l’hashtag pro-Lega, ovvero #26maggiovotoLega, sono stati prodotti più del doppio dei tweet con hashtag #ContinuareXCambiare a sostegno invece del Movimento 5 Stelle: 5552 contro 1811. Non è stato possibile analizzare la statistica per il Partito Democratico che aveva sì un hashtag per la sua campagna, #avantitutti, ma che ha prodotto solo 173 tweet, numero troppo basso che avrebbe restituito un risultato poco significativo.

Abbiamo, quindi, monitorato la provenienza degli account Twitter che hanno prodotto contenuti pro-Lega e pro-M5S, riproducendo attraverso la mappa dell’Italia il profilo di provenienza dei rispettivi sostenitori. Nella zona Nord-Ovest si dispiega la maggior parte dei sostenitori social della Lega con un rappresentativo 41.25%, mentre il Sud e le Isole costituiscono l’anello debole rispettivamente con 11.4% e 5.2%.  

Relativamente al Movimento 5 Stelle, la situazione muta notevolmente: da Centro e Sud provengono oltre il 60% dei supporter, nello specifico il 42.6% dal Centro Italia e il 21.8% dal Mezzogiorno, regione dove i pentastellati hanno raccolto la porzione maggiore di consensi alle scorse elezioni Politiche. Il Nord-Est, invece, non sembra essere un territorio propizio per il Movimento: solo il 5% dei tweet proviene da account di quella porzione dello stivale.


La forza delle immagini: ecco chi ha vinto su Instagram

Non solo Facebook e Twitter, anzi. A questa tornata Instagram ha svolto un ruolo preminente nelle strategie di comunicazione politica. Il social fratello minore di Facebook si va popolando sempre di più, attrae un pubblico più giovane e grazie al formato delle storie riesce nell’arduo compito di instaurare un rapporto più diretto con l’utente. La metrica considerata è stato – come per Facebook – l’Engagement per Post ovvero le interazioni medie. Qui si evince chiaramente il primato di Matteo Salvini nel coinvolgere i suoi follower: il  leader leghista,con i suoi 572 post in un mese, ha ottenuto risultati ben al di là di tutti i suoi competitor oscillando tra le 20mila e le 50mila interazioni medie pur mostrando un trend in leggero calo. Dietro di lui, Luigi di Maio con un trend molto altalenante e un numero molto inferiore di post rispetto al suo alleato-rivale, “solo” 59. Anche su Instagram, la sorpresa si conferma Giorgia Meloni: ha prodotto un elevato numero di post, 190, mantenendo un trend di Engagement per Post costante e ritagliandosi una posizione di rilievo rispetto a Nicola Zingaretti e Silvio Berlusconi che su questo social non sono riusciti ad incidere.

Non sappiamo ancora chi uscirà vincitore e chi sconfitto dal voto del 26 Maggio, ma abbiamo cercato di delineare un quadro di chi invece ha saputo sfruttare a proprio favore lo spazio online. È stato un viaggio lungo e complesso all’interno dell’iperuranio social della politica, ma speriamo ne sia valsa la pena e vi abbia aiutato a capire in quale direzione sta andando la comunicazione dei partiti e dei leader sui Social Network.

Se avete dubbi o curiosità, scriveteci pure a uno di questi due indirizzi email:

melani.antonio@gmail.com o valerio.barbato@gmail.com.

Grazie per la lettura e buon voto a tutti!

Branded Content su Instagram, funzionano?

Qualche mese fa analizzando il profilo Instagram di Lorenzo Insigne abbiamo notato un engagement inferiore dei post brandizzati rispetto a quelli organici (insigne-adidas-e-i-branded-content-cosa-non-fare).

Con contenuti brandizzati si intendono i contenuti di un creatore o editore che presentano un partner commerciale o ne sono influenzati a seguito di uno scambio di valore (ad esempio, nel caso in cui il partner commerciale abbia pagato il creatore o l’editore).
Le nostre normative richiedono ai creatori e agli editori di taggare i partner commerciali nei post con contenuti brandizzati, quando si verifica uno scambio di valore tra un creatore o editore e un partner commerciale.

Instagram

Ripetendo l’esperimento su 6 dei più forti giocatori attualmente in circolazione abbiamo notato lo stesso comportamento dei post con tag branded content:

Possibile che il contenuto brandizzato sia talmente poco stimolante/interessante rispetto ad un contento organico? È un caso? Oppure l’algoritmo di Instagram tende a proporre il post sponsorizzato ad un minor numero di utenti, e magari poco in target, perché è più interessato ad una possibile campagna ads del brand taggato? Tu che ne pensi?

Grazie per la lettura, a presto!

Sanremo: ecco tutti i numeri social del Festival 2019

Sanremo è da sempre una grande vetrina per i cantanti in gara che sono nell’occhio del ciclone per l’intera durata della kermesse canora e anche oltre!

A decidere chi sia l’artista più meritevole ci hanno pensato le giurie di esperti e il pubblico da casa, con annesse polemiche e dubbi. Noi invece abbiamo voluto analizzare il lato social di Sanremo e i suoi effetti sugli artisti.

Così abbiamo monitorato gli hashtag più utilizzati ( #Sanremo2019 #Sanremo ) e i canali Facebook, Instagram, Youtube e Spotify dei cantanti in gara per creare una panoramica completa del Festival nel mondo social.

82K post con hashtag #sanremo2019 su Instagram

L’analisi ha valutato la crescita di follower su Instagram, di like e mention su Facebook, di views su Youtube, di popolarità su Spotify e di engagement su tutti i canali menzionati.

Quali saranno stati gli effetti di Sanremo sui diversi social? Quale canale ha registrato più interazioni e attività? È stato davvero Instagram il canale trainante? Quale cantante ne ha giovato di più da un punto di vista social?

Dal nostro piccolo angolo social abbiamo trovato tutte le risposte!

Aumento della reach sui profili ufficiali del Festival di Sanremo dal 04/02 al 12/02
Aumento della reach sui profili ufficiali del Festival di Sanremo dal 04/02 al 12/02

Se il Festival di Sanremo ha aumentato la sua fan base sui social, quanto sono cresciuti invece i cantanti in termini di Mi Piace sulle loro pagine ufficiali? Ecco chi ha fatto registrare il maggior incremento:

Incremento dei “Mi Piace” sulle pagine ufficiali dei cantanti dal 04/02 al 12/02

L’esplosione di Mahmood è tracciabile anche dal tasso di conversazioni avute su Facebook rispetto alla sua fan base organica. Non si può non notare l’impennata di mention che ha seguito la proclamazione della sua vittoria, arrivando a 55k di conversazioni, più della sua fan base totale, il giorno 12 febbraio.

A Mahmood, oltre al primo posto a Sanremo, va anche il premio per il post con ER più alto su Fb nel periodo analizzato!

Il post con maggior tasso di engagement in assoluto va ai ragazzi de Il Volo con più di 77k di interazioni.

I numeri di Facebook lasciano sicuramente a bocca aperta, poca cosa però a confronto con i risultati esplosivi ottenuti dagli artisti su Instagram!

Incremento dei follower sui profili ufficiali dei cantanti dal 04/02 al 12/02

L’escalation social del vincitore del Festival è davvero notevole, catapultato in poco più di una settimana tra i big di Instagram con un salto da 24k a 404k follower.

La classifica in valore assoluto però vede Ultimo spodestare Mahmood, qui i dati con le prime cinque posizioni in ordine di crescita:

  • Ultimo, +471k
  • Mahmood, +380k
  • Irama, +98k
  • Achille Lauro, +94k
  • Nigiotti, +51k

A conferma che Instagram è un social giovane per “giovani” ed anche il Festival ha assecondato questa tendenza.

13 cantanti in gara avevano meno di 35 anni!

Non di soli follower si nutre Instagram, altra metrica cruciale è infatti il numero di like e commenti.

In questo caso se in termini di engagement assoluto i 5 post di maggiore successo sono tutti di Ultimo che vanta una follower base di “appena” 1.5mln, la più alta tra tutti i cantanti in gara, in termini di Engagement Rate la classifica risulta essere più varia:

Al primo posto troviamo l’account @mahmoodworld con un Engagement Rate del 86,59%, segue il cantante Ultimo con il 49,61% ed al terzo Simone Cristicchi con il post dei trofei vinti:

“Non è la classifica che conta, ma gli ascolti delle canzoni dopo il Festival” un clichè che accompagna ogni anno Sanremo. Per questo abbiamo deciso di non fermarci ai social più comuni ma di analizzare anche le performance registrate da Youtube e Spotify.

Spotify non sarà la Bibbia degli ascolti, ma sicuramente ci offre una panoramica dei gusti musicali dei Millenials, considerati il 72% degli utilizzatori di Spotify e quindi un dato reale e concreto degli ascolti post Festival.

Quest’anno però gli ascolti sembrano dare man forte alla classifica! Anche in questo caso, il cantante ad aver ottenuto un maggiore incremento di follower è proprio il vincitore Mahmood con una crescita del 767% (da 3k a 26k follower)! Secondo per incremento di follower su Spotify è Livio Cori, seguito da Simone Cristicchi.

Le canzoni con maggior numero di riproduzioni invece sono state:

Canzoni di Sanremo più ascoltate su Spotify dal 04/02 al 12/02

Oltre alla riproduzione delle canzoni Spotify fornisce un KPI estremamente interessante chiamato “popolarità“, una scala da 0 a 100 che calcola la popolarità dell’artista tra tutte le sue tracce presenti nella libreria del più grande servizio di musica digitale al mondo. Anche per questo KPI le prime 3 posizioni per maggior crescita sono di:

  • Mahmood, da 48 a 65 su 100
  • Livio Cori, da 31 a 47 su 100
  • Simone Cristicchi, da 37 a 52 su 100

Se Spotify è maggiormente orientato ai Millenials, Youtube vede un crescente interesse per le persone dai 35 anni in su. Interesse che si traduce in visualizzazioni, like, commenti e condivisioni.

Ecco l’andamento delle canzoni con maggior numero di visualizzazioni:

Su Youtube resta interessante approfondire anche l’andamento dei like, commenti e soprattutto dei dislikes dei video ufficiali in gara. Caso particolare quello del vincitore del Festival di Sanremo, la sua canzone Soldi detiene anche il triste primato legato al numero dei dislikes:

Andamento del video ufficiale Soldi su Youtube

A sorpresa tra i video Youtube condivisi su Facebook, il cantante che genera più engagement è Simone Cristicchi!

Engagement prodotto dei video Youtube condivisi su Facebook

Il Festival si è rivelato molto competitivo anche sui social e come ogni competizione che si rispetti è giusto riconoscerne i meriti! Volete sapere chi ha vinto sui social?
Questa la nostra classifica:

1° posto per Mahmood, una grandissima scoperta che ha sbalordito tutti contro ogni aspettativa e previsione, rompendo le metriche canoniche dei social network!

2° posto a pari merito per Ultimo e Simone Cristicchi. Il primo vantava già una fan base consistente, il Festival, con annesse polemiche, è servito ad incrementare e consolidare la sua forte presenza social.
Cristicchi invece è stato una grandissima sorpresa, con il suo testo profondo e romantico ha conquistato il cuore degli ascoltatori reali e virtuali, giovani e meno giovani.

3° posto per Livio Cori, ultimo insieme a Nino D’Angelo nella classifica finale del Festival, si è fatto notare con la sua voce al tal punto da far sospettare che fosse lui Liberato, il cantante napoletano a volto coperto. Insomma i follower sparsi tra i vari social hanno apprezzato le qualità del giovane cantante napoletano!

Un Festival dai grandi numeri che ha permesso ad un giovanissimo artista sconosciuto al grande pubblico di spopolare sui social e diventare una Celebrity in pochissimi giorni, che ha visto sul palco l’alternarsi di cantanti icona della musica italiana che restano sempre al passo coi tempi a cantanti trap dai messaggi fraintendibili. Un Festival che si rinnova di anno in anno, senza mai cambiare le dinamiche di fondo.

Ma è proprio dall’analisi dei dati che abbiamo capito il messaggio più importante: nel bene o nel male l’importante è che se ne parli…sui social soprattutto!

Dal nostro angolo social è tutto! Per vedere gli highlight realizzati in tempo reale durante Sanremo segui @social_tips su Instagram!

Grazie per la lettura, alla prossima!

E allora il PD? Ecco, appunto, ma dove sta il PD?

Così, senza pensarci, dite il primo esponente dell’opposizione presente nella quotidianità tanto quanto Di Maio e/o Salvini.

Nulla? Non vi preoccupate! Non è una vostra mancanza, ma è ciò che sta avvenendo in Italia; ne abbiamo parlato anche qui, nei mesi scorsi.

RAPPORTO SUL CONSUMO
DI INFORMAZIONE – AGCOM 02/2018

Un recente studio dell’AGCOM ha evidenziato quanto le notizie web algoritmiche, ovvero provenienti da social netwok e motori di ricerca, risultino essere la seconda fonte di informazione politica per gli italiani.

Probabilmente, questo studio non è stato letto da tutti i principali partiti politici italiani. Ecco una panoramica per quanto riguarda il social network più utilizzato in Italia: Facebook.

migliori partiti politici italiani su Facebook
DAL 01/01/2019 AL 11/02/2019

Questa è la classifica secondo la fan base delle pagine ufficiali dei principali partiti italiani; se proviamo a ordinare i dati secondo il numero di post pubblicati, otterremo questa classifica:

Si nota subito che il PD, in questi primi giorni del 2019, ha prodotto meno della metà dei post della Lega e del Movimento Cinque Stelle, quasi a confermare la presenza del tutto inesistente degli ultimi mesi.

Un politico solitario e’ un politico fottuto di solito.

Fabrizio De Andrè, Elogio alla solutidine

Se è vero, come spesso sentiamo dire, che non esistono più i veri partiti politici, allora, almeno, esisteranno i politici. No?

migliori politici italiani su Facebook
Principali politici italiani su Facebook

Anche in questo caso, l’esponente dell’opposizione con maggior numero di “Mi Piace” risulta essere l’ultimo in termini di presenza su Facebook.
A dirla tutta, ad aver pubblicato di più per il PD, è Martina con 144 post da gennaio ad oggi, ma con una fan base di “appena” 89mila persone. Mentre l’esponente che performa meglio, anche se con un numero minimo di post, è Paolo Gentiloni.

Politici PD su facebook nel 2019
Maggiori esponenti del PD su Facebook da gennaio ad oggi

Si ok, ma la quantità non significa qualità. No?
I risultati dell’elezione in Abruzzo, sembrano confermare i dati di crescita estratti dal social network. La Lega, infatti, con il 26% diventa primo partito, superando il Movimento 5 Stelle fermo al 20%. Il PD, invece, resta al 11,14%.

Il sorpasso della Lega sul M5S può essere ben rappresentato dalla costante crescita di Salvini, rispetto al suo collega/rivale Di Maio, in termini di incremento dei follower.

incremento dei seguaci su Facebook
Incremento dei fan su Facebook

Altro dato interessante è lo share medio per ogni post prodotto dal Ministro degli Interni. Più di 3mila persone, infatti, da gennaio ad oggi, hanno condiviso sulla propria bacheca il “Salvini-pensiero”, aumentando notevolmente la visibilità dei post del leader della Lega.

È una comunicazione di una potenza eccezionale ma dev’essere per forza rapida, veloce, poco problematica, chiama a un tifo, a una partecipazione diretta. È venuta completamente meno una funzione di indirizzo e guida dell’opinione pubblica ma è esaltata la capacità del leader di assecondare e interpretare l’opinione pubblica.

Edoardo Novelli 

Come detto poco più su, la quantità non significa qualità, ma, se si utilizza un mezzo di comunicazione, è necessario utilizzarlo al meglio.

best format facebook for engagements

Le metriche legate al mondo social suggeriscono di utilizzare i video per performare al meglio ed per aumentare il coinvolgimento con il pubblico, soprattutto se parliamo dei video di tipo live.

tipologia di post prodotto da Renzi e Salvini

Come si evince dal grafico, Renzi utilizza, per più del 50% dei post pubblicati, il solo testo, mentre Salvini appena il 1,22%. Anche in questo caso, la strategia utilizzata dal rappresentante del PD sembra andare controtendenza e i risultati sono abbastanza palesi.

Con questa analisi, non ho l’intenzione, né la presunzione, di trasmettere il messaggio che ha più valore la presenza rispetto al contenuto; resto, però, dell’opinione che un contenuto che non si sappia trasmettere resta un contenuto inutile.

Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione.

Zygmunt Bauman

Grazie per la lettura, alla prossima.

Dalla cucina ai social: quanto durano i post su Facebook e Instagram?

L’impero social di Mark Zuckerberg, nonostante la concorrenza proveniente dal mondo orientale (TikTok e i suoi fratelli), continua a registrare una forte e costante crescita in termini di utenti attivi.

Statista

Tanti utenti = tanti contenuti. Sì, ma quanti? Si stima che solo su Instagram, ogni giorno, vengano pubblicati più di 100 milioni di contenuti, tra foto e video, per 500 milioni di utenti attivi al giorno (omnicoreagency.com).

La volta scorsa, abbiamo scoperto che un post Instagram dura, più o meno, 24 ore; infatti, già a partire dal secondo giorno l’engagement decresce in maniera esponenziale.

E, invece, quanto dura un post su Facebook? Proviamo a rispondere a questa domanda, analizzando e confrontando i profili Facebook e Instagram di quattro note figure del mondo della ristorazione (e non solo).

Iniziamo con Joe Bastianich, giudice di MasterChef, con più di 2 milioni di seguaci tra Facebook e Instagram.

Joe Bastinanich, post organici dal 11/2018 al 01/2019

A pari merito, in termini di follower, troviamo Alessandro Borghese, conduttore di “4 Ristoranti” e, ultimamente, protagonista nei video dei “The Jackal” (analizzati nell’articolo precedente).
La somma dei follower su Instagram e i like sulla pagina Facebook garantiscono una fan base totale di 2 milioni di seguaci.

Alessandro Borghese, post organici dal 11/2018 al 01/2019

Sul gradino più basso del podio, in termini di follower, troviamo Carlo Cracco, anche lui giudice di MasterChef come Bastianich.
Rispetto ai colleghi analizzati finora, Cracco utilizza decisamente meno i canali social e, negli ultimi tre mesi ad esempio, non ha mai caricato un video su Instagram, che, come sappiamo, produce un maggiore engagement. Nonostante la bassa frequenza di pubblicazione, la somma dei follower è di circa un milione e mezzo.

Carlo Cracco, post organici dal 11/2018 al 01/2019

Chiude questa classifica Simone Rugiati, protagonista del programma “Street Food Battle” su Mediaset. I suoi profili social raggiungono poco meno di un milione di seguaci.

Simone Rugiati, post organici dal 11/2018 al 01/2019

Volendo aggregare i dati analizzati, scopriamo che la vita media dei post su Facebook è cosi distribuita:

Questa, invece, quella su Instagram:

La vita dei post sui due social network sembra essere pressoché simile; il più lo si ottiene nelle prime 24 ore.

Facendo una media dei like, comment e share su Facebook e dei like e dei comment su Instagram, balza all’occhio che Facebook garantisce una “vita” dei post leggermente più lunga rispetto al fratello minore, che, in compenso, assicura, invece, un risultato più immediato. Probabilmente perché su Facebook è possibile condividere un post ed aumentarne, quindi, la visibilità.

Inoltre, è interessante notare che Instagram, mediamente, garantisce un maggior numero di like, ma un minor numero di commenti rispetto a Facebook ed è proprio questo che dimostra la differente natura dei due social.

Grazie per la lettura, a presto.

Quanto dura un post su Instagram?

Quasi l’80% dell’engagement di un post Instagram si esaurisce nell’arco delle prime 24 ore. Cerchiamo di scoprire insieme il perché.

Lo scorso marzo, sul blog di Instagram appare questo annuncio:

(…) Based on your feedback, we’re also making changes to ensure that newer posts are more likely to appear first in feed. With these changes, your feed will feel more fresh, and you won’t miss the moments you care about (…)

Successivamente, Instagram invita un gruppo di giornalisti nella sua sede per presentare, in modo più dettagliato, i cambiamenti apportati all’algoritmo.

A partire da quell’incontro, i cronisti di TechCrunch pubblicano un articolo dove spiegano che le variabili utilizzate dall’algoritmo sono principalmente tre:

  • Relazione, quanto interagiamo con il profilo che posta il contenuto;
  • Interesse, quanto il post pubblicato potrà risultare interessante in base alle nostre preferenze manifestate in passato;
  • Data di pubblicazione, Instagram cerca di mostrarci i post in ordine cronologico, privilegiando quelli più recenti.

Oltre a queste “macro” variabili, TechCrunch evidenzia altri 3 “micro” parametri, ossia:

  • Tempo trascorso sul social network;
  • Quanto spesso utilizziamo il social;
  • Numero di profili che seguiamo.

Ed ora veniamo a noi e diamo, finalmente, un po’ di numeri.

Qualche mese fa, mi era stato chiesto di misurare l’efficienza dei post di determinati account, in base al tipo di contenuto (foto, video e story) ed in base al giorno e all’ora di pubblicazione. Nei giorni scorsi, ho riutilizzato quel codice implementato per analizzare una serie di profili con domini differenti. E, tra i profili più rappresentativi, ho selezionato questi:

  • Cristiano Ronaldo, 150mil follower
  • Puma, 9.1mil follower
  • The Jackal, 620mila follower
  • Marco Montemagno, 368mila follower

Cristiano Ronaldo, ad esempio, tende principalmente a pubblicare i suoi post nelle ore post meridian. La fascia oraria 19-23 ha una frequenza di pubblicazione pari al 41,67%; segue con il 37,52% la fascia 13-18.

Cristiano Ronaldo, distribuzione dell’engagement negli ultimi 3 mesi

Anche l’account ufficiale del brand tedesco Puma tende a pubblicare i suoi post nelle ore pomeridiane; corrisponde, infatti, al 77.5% la frequenza nella fascia oraria 13-18. Ed i post hanno una vita leggermente più “diluita” rispetto alla media degli account analizzati.

Puma engagement instagram negli ultimi 3 mesi

Rappresentano, invece, l’Italia gli account dei videomaker napoletani The Jackal e, del divulgatore digital, Marco Montemagno.

The Jackal

58.33%

13-18

Montemagno

50%

8-12

Diversa fascia oraria di pubblicazione, ma, più o meno, stesso risultato:

The Jackal, distribuzione dell’engagement negli ultimi 3 mesi
Marco Montemagno, distribuzione dell’engagement negli ultlimi 3 mesi

I The Jackal, nelle prime 24 ore, performano meglio di Cristiano Ronaldo in termini di like e comment, mentre l’account Instagram di Marco Montemagno è il migliore in termini di “coinvolgimento” nelle 48 ore.

A conferma di quanto annunciato lo scorso marzo, Instagram è un social estremamente veloce e, come tale, premia contenuti freschi e di qualità.

Grazie per la lettura; ci vediamo la prossima settimana per scoprire “quanto dura un post su Facebook?“.

Matteo Salvini è la persona più citata sui principali quotidiani on-line

Le capacità di Matteo Salvini, di utilizzare al meglio i propri social network è ormai cosa certa (ne abbiamo discusso anche qui in passato), ma quanto il Ministro degli Interni è presente negli articoli delle principali testate giornalistiche? 

Per l’occasione, ho analizzato i title dei link condivisi degli ultimi 10 giorni di Novembre sulle pagine facebook delle seguenti testate giornalistiche: 

  • la Repubblica, 3.7 milioni di fan
  • Corriere della Sera, 2.5 milioni di fan
  • Il Fatto Quotidiano, 2.3 milioni  di fan

La pagina Facebook di la Repubblica, nel periodo analizzato, ha postato mediamente ~260 link al giorno, producendo questo engagement medio:

Likes
1300

AVG

Comments
200

AVG

Shares
490

AVG

Con una distribuzione dei protagonisti citati cosi suddivisa:

Interessante approfondire gli articoli con un maggior numero di shares; ecco i primi dieci:

La violenza sulle donne, la morte del maestro Bertolucci ed il Natale sono gli argomenti che suscitano maggiore volontà di condivisione, mentre la politica è presente in un solo articolo. 


Questa era la panoramica dei post condivisi da la Repubblica sulla sua pagina; ora approfondiamo quanto e cosa ha divulgato il Corriere della Sera sulla propria Facebook page:

Il campione dei post pubblicati é simile a quello di la Repubblica, solo leggermente più alto: circa 280 al giorno. Con questi numeri di engagement:

Likes
370

AVG

Comments
95

AVG

Shares
160

AVG

E con questa distribuzione dei principali protagonisti menzionati:

L’audience del Corriere della Sera invece risulta essere molto più vario ed interessato ad argomenti di diverso tipo. La politica non suscita nessun interesse in questa speciale classifica, mentre ai primi due posti troviamo, finalmente, un interesse legato all’inquinamento ambientale:


Concludiamo questo piccolo studio con un quotidiano meno seguito in termini di fan base, ma che, come per i precedenti giornali on-line, vede Matteo Salvini come protagonista assoluto in termini di presenza:

Curiosa la massiccia presenza di personaggi politici, tra i quali si intravede anche un minimo di opposizione nella figura di Matteo Renzi

Il Fatto Quotidiano ha una frequenza di pubblicazione decisamente più alta, quasi 600 post al giorno, con valori medi di engagement più bassi rispetto a la Repubblica. Questo il dettaglio: 

Likes
375

AVG

Comments
116

AVG

Shares
220

AVG

Le principali condivisioni del Fatto Quotidiano sulla pagina Facebook sono di stampo politico, dato che si rispecchia anche nella classifica dei top dieci articoli ordinati per numero di shares:


Non si può fare a meno di notare che, sulla base dei giornali analizzati finora, Salvini fa (tanta) notizia ma poco sharing. Nei prossimi giorni, seguirà la seconda parte dello studio con altre testate giornalistiche. 

Grazie per lettura, alla prossima!