Dalla cucina ai social: quanto durano i post su Facebook e Instagram?

L’impero social di Mark Zuckerberg, nonostante la concorrenza proveniente dal mondo orientale (TikTok e i suoi fratelli), continua a registrare una forte e costante crescita in termini di utenti attivi.

Statista

Tanti utenti = tanti contenuti. Sì, ma quanti? Si stima che solo su Instagram, ogni giorno, vengano pubblicati più di 100 milioni di contenuti, tra foto e video, per 500 milioni di utenti attivi al giorno (omnicoreagency.com).

La volta scorsa, abbiamo scoperto che un post Instagram dura, più o meno, 24 ore; infatti, già a partire dal secondo giorno l’engagement decresce in maniera esponenziale.

E, invece, quanto dura un post su Facebook? Proviamo a rispondere a questa domanda, analizzando e confrontando i profili Facebook e Instagram di quattro note figure del mondo della ristorazione (e non solo).

Iniziamo con Joe Bastianich, giudice di MasterChef, con più di 2 milioni di seguaci tra Facebook e Instagram.

Joe Bastinanich, post organici dal 11/2018 al 01/2019

A pari merito, in termini di follower, troviamo Alessandro Borghese, conduttore di “4 Ristoranti” e, ultimamente, protagonista nei video dei “The Jackal” (analizzati nell’articolo precedente).
La somma dei follower su Instagram e i like sulla pagina Facebook garantiscono una fan base totale di 2 milioni di seguaci.

Alessandro Borghese, post organici dal 11/2018 al 01/2019

Sul gradino più basso del podio, in termini di follower, troviamo Carlo Cracco, anche lui giudice di MasterChef come Bastianich.
Rispetto ai colleghi analizzati finora, Cracco utilizza decisamente meno i canali social e, negli ultimi tre mesi ad esempio, non ha mai caricato un video su Instagram, che, come sappiamo, produce un maggiore engagement. Nonostante la bassa frequenza di pubblicazione, la somma dei follower è di circa un milione e mezzo.

Carlo Cracco, post organici dal 11/2018 al 01/2019

Chiude questa classifica Simone Rugiati, protagonista del programma “Street Food Battle” su Mediaset. I suoi profili social raggiungono poco meno di un milione di seguaci.

Simone Rugiati, post organici dal 11/2018 al 01/2019

Volendo aggregare i dati analizzati, scopriamo che la vita media dei post su Facebook è cosi distribuita:

Questa, invece, quella su Instagram:

La vita dei post sui due social network sembra essere pressoché simile; il più lo si ottiene nelle prime 24 ore.

Facendo una media dei like, comment e share su Facebook e dei like e dei comment su Instagram, balza all’occhio che Facebook garantisce una “vita” dei post leggermente più lunga rispetto al fratello minore, che, in compenso, assicura, invece, un risultato più immediato. Probabilmente perché su Facebook è possibile condividere un post ed aumentarne, quindi, la visibilità.

Inoltre, è interessante notare che Instagram, mediamente, garantisce un maggior numero di like, ma un minor numero di commenti rispetto a Facebook ed è proprio questo che dimostra la differente natura dei due social.

Grazie per la lettura, a presto.

Quanto dura un post su Instagram?

Quasi l’80% dell’engagement di un post Instagram si esaurisce nell’arco delle prime 24 ore. Cerchiamo di scoprire insieme il perché.

Lo scorso marzo, sul blog di Instagram appare questo annuncio:

(…) Based on your feedback, we’re also making changes to ensure that newer posts are more likely to appear first in feed. With these changes, your feed will feel more fresh, and you won’t miss the moments you care about (…)

Successivamente, Instagram invita un gruppo di giornalisti nella sua sede per presentare, in modo più dettagliato, i cambiamenti apportati all’algoritmo.

A partire da quell’incontro, i cronisti di TechCrunch pubblicano un articolo dove spiegano che le variabili utilizzate dall’algoritmo sono principalmente tre:

  • Relazione, quanto interagiamo con il profilo che posta il contenuto;
  • Interesse, quanto il post pubblicato potrà risultare interessante in base alle nostre preferenze manifestate in passato;
  • Data di pubblicazione, Instagram cerca di mostrarci i post in ordine cronologico, privilegiando quelli più recenti.

Oltre a queste “macro” variabili, TechCrunch evidenzia altri 3 “micro” parametri, ossia:

  • Tempo trascorso sul social network;
  • Quanto spesso utilizziamo il social;
  • Numero di profili che seguiamo.

Ed ora veniamo a noi e diamo, finalmente, un po’ di numeri.

Qualche mese fa, mi era stato chiesto di misurare l’efficienza dei post di determinati account, in base al tipo di contenuto (foto, video e story) ed in base al giorno e all’ora di pubblicazione. Nei giorni scorsi, ho riutilizzato quel codice implementato per analizzare una serie di profili con domini differenti. E, tra i profili più rappresentativi, ho selezionato questi:

  • Cristiano Ronaldo, 150mil follower
  • Puma, 9.1mil follower
  • The Jackal, 620mila follower
  • Marco Montemagno, 368mila follower

Cristiano Ronaldo, ad esempio, tende principalmente a pubblicare i suoi post nelle ore post meridian. La fascia oraria 19-23 ha una frequenza di pubblicazione pari al 41,67%; segue con il 37,52% la fascia 13-18.

Cristiano Ronaldo, distribuzione dell’engagement negli ultimi 3 mesi

Anche l’account ufficiale del brand tedesco Puma tende a pubblicare i suoi post nelle ore pomeridiane; corrisponde, infatti, al 77.5% la frequenza nella fascia oraria 13-18. Ed i post hanno una vita leggermente più “diluita” rispetto alla media degli account analizzati.

Puma engagement instagram negli ultimi 3 mesi

Rappresentano, invece, l’Italia gli account dei videomaker napoletani The Jackal e, del divulgatore digital, Marco Montemagno.

The Jackal

58.33%

13-18

Montemagno

50%

8-12

Diversa fascia oraria di pubblicazione, ma, più o meno, stesso risultato:

The Jackal, distribuzione dell’engagement negli ultimi 3 mesi
Marco Montemagno, distribuzione dell’engagement negli ultlimi 3 mesi

I The Jackal, nelle prime 24 ore, performano meglio di Cristiano Ronaldo in termini di like e comment, mentre l’account Instagram di Marco Montemagno è il migliore in termini di “coinvolgimento” nelle 48 ore.

A conferma di quanto annunciato lo scorso marzo, Instagram è un social estremamente veloce e, come tale, premia contenuti freschi e di qualità.

Grazie per la lettura; ci vediamo la prossima settimana per scoprire “quanto dura un post su Facebook?“.

Leadership: quel “re-” che fa la differenza

Ho sempre intravisto, nei leader, un non so che di simile e strettamente legato ad una figura genitoriale.

In un leader la gente cerca anche un contatto che implichi supporto emotivo, in una parola, cerca empatia.

Goleman

Ormai è un termine abusato e spesso frainteso, ma, per essere un leader, occorre avere EMPATIA, verso se stesso e verso il prossimo.

Saper dire un bravo nel modo e/o nel momento sbagliato può aver lo stesso impatto negativo di una critica non costruttiva.

Un leader, nella sua quotidianità, sa che ogni gesto e/o parola lasciano un testimone a chi osserva e/o ascolta. Così come un genitore, anche un leader non può predicare bene e razzolare male. Insomma, bisogna essere necessariamente COERENTI e GIUSTI.

Esistono due classi di uomini: i giusti e gli ingiusti. La divisione viene fatta dai giusti.

Oscar Wilde

Altra componente necessaria è la FERMEZZA. Un leader, spesso, è chiamato a prendere decisioni scomode, non condivise e/o non sempre capite.

Per fermezza non si deve intendere dittatura; occorre argomentare al meglio una decisione presa e ricercare un maggiore coinvolgimento per renderla concreta. Essere fermi permette di determinare il perimetro entro il quale la conversazione potrà risultare proficua. Trovo molto funzionale un modello basato su queste semplici domande:

  • cosa bisogna fare?
  • perché occorre farlo?
  • come possiamo farlo?
  • che ruolo hai nel progetto?

Per spiegare al meglio i punti appena descritti, trovo necessario ribadire un concetto tanto banale quanto fondamentale: quando ci si rivolge a delle persone, occorre ricordare che le stesse sono, per l’appunto, PERSONE e, come tali, necessitano di essere coinvolte per poter dare il massimo.

Aver trasmesso correttamente un obiettivo e le motivazioni per le quali lo rendono prioritario garantisce uniformità di direzione in una remata collettiva.

Per essere chiari e per motivare al meglio le proprie scelte, occorre essere AUTOREVOLI ed esserlo significa aver necessariamente una buona dose di conoscenza e/o esperienza riguardo ciò che si debba fare.

Non puoi dire a qualcuno di fare qualcosa se non sai cosa fare. 

Avere esperienza in un determinato contesto non rende onniscienti. Essere UMILI e consapevoli dei propri limiti può agevolare il confronto con dei collaboratori non-automi, il che può portare a due scenari tanto diversi quanto vincenti:

  • rafforzare la soluzione scelta in partenza, con l’approvazione di tutti gli attori coinvolti;
  • trovare una soluzione migliorativa e più performante per una specifica necessità;

Contaminazione + Studio = Crescita. 

Sapere cosa fare, perché e come farla potrebbe non bastare per il raggiungimento di un obiettivo. Quando si lavora in gruppo, occorre avere un grado di responsabilità chiaro ed equamente distribuito. Avere realmente cura di un progetto significa non trascurarlo.
Personalmente, conoscere il mio ruolo all’interno di un progetto mi ha sempre portato a lavorare con maggiore serenità, focus e determinazione.

Terminata questa lunga e per certi versi “banale” panoramica, posso finalmente spiegare il perché del titolo di questo articolo. 

Per me, la qualità necessaria per consolidare la propria leadership è il controllo della propria emotività nei momenti in cui è necessario prendere una decisione. Agire e reagire sono parole all’apparenza simili, ma con un significato completamente diverso. 

contrapporsi ad un’azione altrui o ad un evento

reagire (wiktionary)

Fortunamente, la maggior parte di noi non si muove in contesti pericolosi ed adrenalinici, dove reagire potrebbe rappresentare una soluzione utile alla propria sopravvivenza, ma, piuttosto, deve operare col fine di raggiungere un dato obiettivo con gli strumenti a disposizione.

procedere ad effettuare un’azione secondo coscienza e/o conoscenza

agire (wiktionary)

Riuscire a stimolare e ad incanalare una reazione per la risoluzione di un evento imprevisto è cosa buona e giusta, ma può farlo anche una persona dotata di forte carisma. Riuscire ad evitare che la soluzione passi solo attraverso la reazione è la dote di un leader coscienzioso. 

Un piano ben congegnato in una società, fatta di persone, deve essere basato sulle persone. Un leader lo sa; un capo fa finta di non saperlo. 

Per concludere queste mie considerazioni, uso le parole di Stephen Covey che esprimono al meglio il minimo indispensabile  del concetto di leadership.

La leadership non consiste in una posizione. È un’autorità di tipo morale e l’autorità morale deriva dal rispettare principi universali e senza tempo.

Grazie per la lettura, alla prossima!

Matteo Salvini è la persona più citata sui principali quotidiani on-line

Le capacità di Matteo Salvini, di utilizzare al meglio i propri social network è ormai cosa certa (ne abbiamo discusso anche qui in passato), ma quanto il Ministro degli Interni è presente negli articoli delle principali testate giornalistiche? 

Per l’occasione, ho analizzato i title dei link condivisi degli ultimi 10 giorni di Novembre sulle pagine facebook delle seguenti testate giornalistiche: 

  • la Repubblica, 3.7 milioni di fan
  • Corriere della Sera, 2.5 milioni di fan
  • Il Fatto Quotidiano, 2.3 milioni  di fan

La pagina Facebook di la Repubblica, nel periodo analizzato, ha postato mediamente ~260 link al giorno, producendo questo engagement medio:

Likes
1300

AVG

Comments
200

AVG

Shares
490

AVG

Con una distribuzione dei protagonisti citati cosi suddivisa:

Interessante approfondire gli articoli con un maggior numero di shares; ecco i primi dieci:

La violenza sulle donne, la morte del maestro Bertolucci ed il Natale sono gli argomenti che suscitano maggiore volontà di condivisione, mentre la politica è presente in un solo articolo. 


Questa era la panoramica dei post condivisi da la Repubblica sulla sua pagina; ora approfondiamo quanto e cosa ha divulgato il Corriere della Sera sulla propria Facebook page:

Il campione dei post pubblicati é simile a quello di la Repubblica, solo leggermente più alto: circa 280 al giorno. Con questi numeri di engagement:

Likes
370

AVG

Comments
95

AVG

Shares
160

AVG

E con questa distribuzione dei principali protagonisti menzionati:

L’audience del Corriere della Sera invece risulta essere molto più vario ed interessato ad argomenti di diverso tipo. La politica non suscita nessun interesse in questa speciale classifica, mentre ai primi due posti troviamo, finalmente, un interesse legato all’inquinamento ambientale:


Concludiamo questo piccolo studio con un quotidiano meno seguito in termini di fan base, ma che, come per i precedenti giornali on-line, vede Matteo Salvini come protagonista assoluto in termini di presenza:

Curiosa la massiccia presenza di personaggi politici, tra i quali si intravede anche un minimo di opposizione nella figura di Matteo Renzi

Il Fatto Quotidiano ha una frequenza di pubblicazione decisamente più alta, quasi 600 post al giorno, con valori medi di engagement più bassi rispetto a la Repubblica. Questo il dettaglio: 

Likes
375

AVG

Comments
116

AVG

Shares
220

AVG

Le principali condivisioni del Fatto Quotidiano sulla pagina Facebook sono di stampo politico, dato che si rispecchia anche nella classifica dei top dieci articoli ordinati per numero di shares:


Non si può fare a meno di notare che, sulla base dei giornali analizzati finora, Salvini fa (tanta) notizia ma poco sharing. Nei prossimi giorni, seguirà la seconda parte dello studio con altre testate giornalistiche. 

Grazie per lettura, alla prossima!

#FOODPORN: i colori dell’Engagement

Esistono diversi studi sull’impatto emotivo di determinati colori sulle persone, e sulle azioni che gli stessi favoriscono.

Va da sé che sui social network le azioni corrispondono all’Engagement, che per Instagram, nella forma più banale, si traduce in likes e comments.

Nelle ultime settimane ho cercato una correlazione tra colori ed engagement, e per farlo  ho preso in esame i post con il famoso hashtag #foodporn, che, ad oggi, conta “appena” 180 milioni fra foto e video condivisi su Instragram. Lo studio portato avanti fa riferimento a numeri decisamente più bassi.

80000

Instagram post (~)

77%

 utenti unici (~)

Nelle foto analizzate sono stati estratti i colori predominanti e raggruppati secondo le tonalità del modello Hue Saturation Brightness (HSB), aggiungendo un livello di dettaglio leggermente più profondo.

L’analisi si basa sull’Engagement Rate (ER), un KPI che tiene conto della portata massima di un account Instagram (totale dei followers) rapportato alla somma dei likes e comments del relativo post. 

DISTRIBUZIONE COLORI #FOODPORN

Questa è la distribuzione dei principali colori nei post analizzati. 

Si nota un marcato predominio del colore arancione, e delle sue sfumature con il giallo, rosso e marrone. Dato enfatizzato dall’utilizzo massivo dell’hashtag #pizza associato al “nostro” #foodporn

I cristiani usavano un tempo questo colore come simbolo dei peccati di gola.

Nell’osservare il valore assoluto dell’ER balza all’occhio la presenza di outlier (vedi magenta e magenta-pink) che “falsano” la distribuzione. D’ora in avanti, infatti, utilizzeremo il valore mediano per rappresentare l’Engagement Rate di ogni colore.

Per rendere ancor più coerente lo studio, gli account esaminati, sono stati suddivisi in tre cluster, così distribuiti:

  • nano, da 1000 a 10 mila
  • micro, da 10 mila a 100 mila
  • influencer, maggiore di 100 mila
Distribuzione di frequenza dei post #foodporn su Instagram

Postare contenuti con #foodporn è decisamente molto comune e difficilmente quest’ hashtag viene utilizzato in campagne verticali di influencer marketing. Scontato quindi che ad utilizzarlo maggiormente siano gli account con il minor numero di followers.

Gli account con più di 100 mila followers restano fedeli al colore arancione, ma performano meglio con foto basate su tonalità blue-magenta. Segno di una maggiore delicatezza e qualità degli scatti postati, come dimostra questo post.

Nei micro influencer il colore orange-brown vince sia per maggior frequenza di utilizzo e sia per tasso più alto di Engagement Rate

Qui, ad esempio, un bel piatto “italiano” di pasta, zucca e speck…

Lo studio si conclude con i nano influencer, ovvero il cluster meglio distribuito in termini di Engagement Rate. Dove, tanto per cambiare, i carboidrati con pasta e pane (colore orange-brown) la fanno da padrone ma, a sorpresa, il rapporto engagement/follower lo vince il connubio yellow-green.

A quanto pare l’audience dei nano influencer è molto più healthy di quanto si possa pensare.

La suddivisione tra micro influencer e influencer evidenzia il valore della qualità nei contenuti postati. Le foto più elaborate sono principalmente tendenti al blu e perlopiù condivise dai profili con più di 100 mila followers.

Al contrario è più comune trovare foto con colori caldi nei profili nano e micro influencer, dove la foto sembra essere più “spontanea” e scattata al momento.

Colori caldi (ER)

5.8%

Micro Influencer

Colori freddi (ER)

4.7%

Influencer 

Con la pancia piena di (ahimè soli) dati, ti saluto e ti ringrazio per la lettura. Alla prossima!


N.B. Alcuni post analizzati dopo qualche ora hanno rimosso il riferimento all’hashtag oggetto di studio. 

Allan e il suo esordio in nazionale

Il giocatore del Napoli, Allan Marques Loureiro, ha finalmente fatto il suo esordio nella nazionale maggiore brasiliana.

I quasi 28mila nuovi followers corrispondono al 8,7% di differenza in più rispetto alla sua fan base. 

Insigne, Adidas e i branded content: cosa non fare

Questo inizio di stagione sta rappresentando un vero e proprio magic moment per il calciatore del Napoli Lorenzo Insigne!

Lorenzo Insigne - Novembre 2018

I risultati ottenuti, gli assist e, soprattutto, i gol stanno contribuendo ad incrementare notevolmente il numero di followers su Instagram del folletto di Frattamaggiore.

Followers instagram Lorenzo Insigne

Il mese di Ottobre, con i gol al Liverpool e PSG, ha rappresentato il mese con maggiore guadagno; sono, infatti, 77K i followers in più rispetto al mese precedente. 

I numeri in costante crescita, sia sul campo che sui social, hanno spinto Adidas a stringere, lo scorso maggio, un accordo di sponsorizzazione con il calciatore del Napoli. 

Su Instagram, infatti, Insigne, nel periodo analizzato, dal 1 agosto al 1 novembre, ha pubblicato ben 28 posts di cui 12 brandizzati (branded content)!

Con contenuti brandizzati si intendono i contenuti di un creatore o editore che presentano un partner commerciale o ne sono influenzati a seguito di uno scambio di valore (ad esempio, nel caso in cui il partner commerciale abbia pagato il creatore o l’editore).
Le nostre normative richiedono ai creatori e agli editori di taggare i partner commerciali nei post con contenuti brandizzati, quando si verifica uno scambio di valore tra un creatore o editore e un partner commerciale.

Instagram

Analizzando i dati del mese di ottobre, si nota subito che l’Engagement Rate* (ER) dei post spontanei è decisamente maggiore rispetto a quello dei post sponsorizzati. Ecco un breve dettaglio:

DataER SpontaneoER Sponsorizzato
04-10-201822%
05-10-20184.5%
08-10-201814.5%
15-10-201814.3%9.2%
17-10-20188.7%
23-10-201812.2%
25-10-201815%
27-10-201810.3%
31-10-2018
18.4%6.3%

La media dei valori di ER per i post spontanei è di 16,6% mentre, quella dei post sponsorizzati è di 7,8%, praticamente quasi la metà.

Ma quindi i post brandizzati sono meno performanti dei post spontanei? Si! No! Dipende!

Nel caso specifico, il problema, a mio avviso, sta nelle parole utilizzate e nella differenza di “sentiment” tra i post normalmente postati da Lorenzo Insigne e quelli sponsorizzati. Ecco alcuni esempi:

Visualizza questo post su Instagram

Tanti auguri Diego! 💙

Un post condiviso da Lorenzo Insigne (@lorinsigneofficial) in data:

Visualizza questo post su Instagram

A domani amico @marco_verratti92! PSG – NAPOLI

Un post condiviso da Lorenzo Insigne (@lorinsigneofficial) in data:

Quanto pare il principio resta sempre lo stesso…

The best marketing doesn’t feel like marketing.

Tom Fishburne

Grazie per la lettura, alla prossima.


N.B. Engagement Rate (ER) é un indice percentuale che si calcola nel seguente modo:
((Like+Comment) / numero di followers) * 100

Ferragni & Fedez: purchè se ne parli!

Dal matrimonio di Settembre all’acqua di lusso, passando per lo “scandalo” della festa al supermercato. Chiara Ferragni e Fedez proprio non riescono a non far parlare di loro! 

L’evento più seguito e chiacchierato è ovviamente il The Ferragnez, il matrimonio (ed evento mediatico) dell’anno. Osservano il grafico delle ricerche su Google si nota il picco più alto in corrispondenza del 1 settembre, il giorno delle nozze.

Quando si parla dei coniugi Ferragni-Fedez bisogna tener conto che in due  su Instagram vantano “appena” 22.5M followers; per capirci più del doppio dell’intera popolazione del Portogallo (10.3M).

In particolar modo il mese di Ottobre è stato particolarmente caldo per i The Ferragnez!

Google Trends, parole associate alla ferragni

Chiara Ferragni è stata coinvolta nella diatriba  per la sponsorizzazione dell’acqua (diventa tale visto il costo della stessa).

Queste le ricerche associate alla Ferragni negli ultimi 2 mesi

A prescindere di come se ne parli, una cosa è certa la Ferragni continua a guadagnare followers; questo, infatti, è l’andamento degli ultimi 61 giorni del suo profilo Instagram:

andamento instagram di chiara ferragni ultimi 2 mesi

Rispetto alla moglie, il “povero”, Fedez deve “accontentarsi” di soli 7.1M di followers totali su Instagram ed un incremento proporzionato alla sua fan base.

andamento instagram di fedez ultimi 2 mesi
Google Trends, parole associate a fedez

Mentre le ricerche effettuate su Google associate al suo nome registrano una netta impennata soprattutto per la festa a sorpresa tanto discussa e criticata all’interno del noto supermercato.


Ma un numero cospicuo di followers, 15.3M c.a, significa anche performare bene in termini di engagement?

Visualizza questo post su Instagram

Moroccan babe

Un post condiviso da Chiara Ferragni (@chiaraferragni) in data:

Questo post è stato pubblicato alle 20:30 del 28 Ottobre e nella prima ora aveva totalizzato circa 77K likes, mentre attualmente, a distanza di 15 ore dalla pubblicazione, conta 401K likes.
Lascio a voi la risposta alla domanda.

Grazie per la lettura, alla prossima!